STRANI accadimenti alla 4 stRANA Marathon di Putignano

Non pensavo di scrivere il racconto di questa maratona, ma i commenti positivi, e spero sinceri, ricevuti da tutti gli amici del gruppo WhatsApp del Crispiano Marathon Club mi hanno fatto cambiare idea. Inoltre, terminata la maratona, il primo post che leggo é quello di Giuliano che scrive “non vediamo l’ora di sognare leggendo il racconto che sicuramente scriverai”. Quindi se dovete sorbirvi anche questa narrazione la colpa é tutta e solamente di Giuliano.


Per capire il significato della denominazione stRANA Marathon dobbiamo partire dalle origini della 1° edizione del 2013. Il nome deriva dal cognome dell’allora presidente della società organizzatrice, sig. RANA, e dalla parola inglese first (1st) che significa prima, quindi unendo “st”  e “RANA” si ottiene “stRANA”. Un modo originale ad indicare la prima edizione della maratona organizzata dalla società del signor RANA.
In verità la prima cosa STRANA di questa maratona é che in un bollente pomeriggio di giugno ci siano tanti pazzi, quasi 120 podisti tra Maratona ed Ultra, che invece di stare a rilassarsi in spiaggia sotto l’ombrellone e rinfrescarsi in mare, preferiscono sudare sotto il sole cocente correndo 42 km ed oltre.
Seconda cosa STRANA che capita oggi é che l’amico Supermaratoneta Aldo G. non indossa il consueto parruccone tricolore ed il simpatico gonnellino. Per capire meglio il personaggio vi dirò che fisicamente assomiglia a Babbo Natale: alto, robusto, barba bianca e vederlo in corsa così conciato é un autentico spasso. Nel mondo dei maratoneti é diventato “cult” un simpatico episodio capitato ad un pasta party, la sera prima della maratona. In una lunga tavolata accanto a noi sedevano maratoneti “seri” che discutevano di tempi, allenamenti, ripetute e vedendo Aldo che li fissava stupito chiedono se anche lui facesse le ripetute. La risposta “Come no!! Anche io faccio le ripetute. Cinque ripetute di bicchieri di vino una dietro l’altra !!”


La gara si corre nelle campagne attorno Putignano su un circuito di circa 5,3 km da ripetersi 8 volte per completare la Maratona, un giro in più per la Ultra; più tardi alle 18:00 partiranno una 10 Km ed una mezza che vedrà in gara anche il nostro Karletto.


Alle 15:00 partono i più ardimentosi (o incoscienti), saranno 60 gli arrivi per la Ultra. In attesa della mia partenza scambio quattro chiacchiere con l’amico lucano Mario Dimonte che ricambia e rinnova i saluti al nostro Michele Sisto. Guardando intorno, vedo molti meno maratoneti dei 60 previsti, in realtà siamo nascosti in piccoli gruppetti al riparo dal sole, sotto le poche zone d’ombra. Alle 15:30 usciamo allo scoperto e si parte. Fortunatamente lungo l’anello di 5,3 Km ci sono ristori a sufficienza: nella zona d’arrivo solidi e liquidi, al Km 2 e al Km 4 bicchieri d’acqua a cui si aggiunge al Km 3 un’anima pia, un residente del luogo che su richiesta ci rinfresca con un tubo d’acqua. Nonostante l’abbondanza di ristori per le prime due ore il caldo ci martella pesantemente; con l’amico Antonio da Potenza scherziamo inscenando una improvvisata danza della pioggia. Nessun effetto, nel cielo nemmeno una nuvola.
Al passaggio del 3° giro succede qualcosa di veramente STRANO; non sento il “bip” del microchip e non vedo segnato il mio passaggio sul tabellone dei tempi.

Inizio a preoccuparmi. Al quarto passaggio incontro Karletto pronto a partire per la mezza e ho la brutta conferma. Il tabellone segna solo 3 passaggi. Parlo con l’addetto al cronometraggio, ma sono disperato; fare 5 KM in più sarebbe un calvario. Non mi abbatto, anzi decido di accelerare il ritmo per recuperare il giro perso. E questo é un grave errore che pagherò più avanti. Fortunatamente alla fine del 5° giro il cronometrista mi restituisce il giro.  A metà del 6° giro al Km 29 vado in crisi, cammino sulla salita più dura, mi sembra di scalare l’Everest, in quel momento arriva Karletto, mi incita e vola via veloce. Terminerà la mezza con un ottimo 4° posto di categoria in 1 ora e 37 minuti.

Un ristoro sostanzioso mi regala un po’ di forze. Negli ultimi due giri la temperatura scende ed aumentano le zone d’ombra lungo il percorso, incontro Aldo che ora indossa uno dei suoi parrucconi ed il gonnellino da miss. Correrò gli ultimi 10 Km in compagnia dell’amico Supermaratoneta Antonio da Campobasso con cui ho condiviso il piacere di correre tante maratone in tutta Italia. Taglio il traguardo in 4 ore e 42 minuti. Mi attende Karletto ormai fresco e riposato come una rosa e ci facciamo la foto ricordo. Io ancora tutto accaldato, non capisco come Karletto possa indossare la tuta completamente allacciata fino al collo. Però Karletto é un Top Runner ed il suo contratto, con ingaggio a livello di Messi e di CR7, lo obbliga a vestire la tuta con il logo del nostro sponsor (chiedere conferma a Corrado il boss di Arte Nova Interni).


Ci salutiamo e mi dirigo velocemente al pasta party finale. Un piatto di penne con sugo non ben definito; crudaiola o pomodoro e cacio ma con pasta ormai fredda per gli ultimi arrivati. E’ una delizia la bella birretta ghiacciata in compagnia dell’amico Michele da Lucera. Mentre mangio della focaccia al pomodoro, che divido con due cagnolini che mi guardano vogliosi, un atroce dubbio mi assale. Dimenticando la fatica ed i dolori alle gambe mi precipito veloce come il vento alla postazione cronometraggio.
TUTTO OK !!! .
Tutti i giri sono stati conteggiati correttamente per un totale di 8. La mia  maratona numero 119 è confermata, tempo ufficiale 4:42:41, 22° posto assoluto e 6° di categoria.
Per ultimo un ringraziamento all’amico Gianni Genco e a tutto il suo staff, i giovani del ristoro al Km 2 , i ragazzi al Km 4 e le signore del pasta party finale.
La 4° edizione della stRANA Marathon è terminata, sto lasciando le campagne di Putignano, ma sono già pronto a correre la prossima maratona, magari in compagnia di qualche amico del Crispiano Marathon Club.

 

ANDREA ADANTI

 

 

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